mercoledì 14 ottobre 2026

MONGOLIA 2026: Festival delle Aquile e Monti Altai

 




PREMESSA

2026, un anno particolare: Anna compie 60 ed io "diversamente più giovane di lei di 10 anni😃",   ne compio 70.


Aspettare oltre per fare un importante viaggio in territori  lontani non era saggio, per cui eccoci addivenire già in primavera alla decisione di andare in Mongolia in autunno.


La molla di tutto da una parte il desiderio di muoverci in panorami naturali incontaminati e, dall'altra, il sogno  di poter vedere con i nostri stessi occhi il "Festival delle Aquile" che si svolge ai primi di ottobre nell'estremo Ovest del Paese e consiste in gare di caccia tra falconieri, proprietari appunto di aquile addestrate all' attività venatoria. Una occasione irripetibile  per fare belle foto.


ORGANIZZAZIONE

A differenza di altri viaggi qui non c'è stato molto da pianificare. Il paese infatti, non consente spostamenti individuali. Tante, anzi troppe le barriere. In primis la lingua - i locali, quando va bene,  parlano come lingua straniera soltanto il russo. E nelle zone rurali neanche quello. Occorre  considerare la scarsa affidabilità -  anche la stessa inesistenza -  dei mezzi pubblici. Impensabile poi l'affitto di una macchina per effettuare spostamenti autonomi su tracciati spessissimo su sterrato. E talvolta neanche quello!  Ci siamo rivolti allora ad una tra le migliori Agenzie di Viaggio di Torino, Kel 12, che ci ha offerto quello che stavamo cercando di più: un giro per i selvaggi Monti Altai,  un'escursione attraverso le  disabitate montagne   dell'Ovest e la possibilità di vivere da vicino l'esperienza di veder operare  le succitate  aquile addestrate alla caccia.



IL PROGRAMMA DI MASSIMA

Il programma ha previsto un volo da Malpensa a Ulan Bator via Istanbul di quasi 8000 km


Rapida passeggiata per Ulan Bator il giorno dell'arrivo  e ripartenza il giorno successivo in aereo  per Olgii, cuore della regione dei Monti Altai.

 
Ed ecco qui sotto il giro che avremmo  fatto negli Altai, come anticipato, proprio all'estremo lembo Ovest della Mongolia, ai confini  con Russia e Cina. Siamo partiti e rientrati  su  Olgii, ed il tracciato è stato in massima parte su sterrato.

https://www.google.it/maps/dir/Aeroporto+di+%C3%94lgij,+XWR9%2BMR5,+%C3%96lgii,+Bayan-%C3%96lgii,+Mongolia/Distretto+di+Ulaanhus,+Provincia+del+Bajan-%C3%94lgij,+Mongolia/49.325643,88.4299919/Ih+Baga+turgen+Hotel+%E3%80%8Bsuper+market%E3%80%8B,+JC2V%2B5PH,+Ih+Baga+turgen,+%C3%B6lgii,+Bayan-%C3%96lgii+83190,+Mongolia/48.5086113,88.8800523/48.5946156,88.8947843/Aeroporto+di+%C3%94lgij,+XWR9%2BMR5,+%C3%96lgii,+Bayan-%C3%96lgii,+Mongolia/@48.6799896,88.6542151,203060m/data=!3m1!1e3!4m29!4m28!1m5!1m1!1s0x42b4b42f3fffffff:0xe8eeae9f4640a8c1!2m2!1d89.9196094!2d48.9916375!1m5!1m1!1s0x42b48cd233075dd5:0xdca88ffc549d39ec!2m2!1d89.4350462!2d49.0424573!1m0!1m5!1m1!1s0x42b14f06cf357d03:0x342c937db0cc1488!2m2!1d88.4443748!2d48.6004301!1m0!1m0!1m5!1m1!1s0x42b4b42f3fffffff:0xe8eeae9f4640a8c1!2m2!1d89.9196094!2d48.9916375!3e2?hl=it&authuser=0&entry=ttu&g_ep=EgoyMDI2MTAwNy4wIKXMDSoASAFQAw%3D%3D


Fatto questo impegnativo percorso abbiamo proseguito  su strada asfaltata a Khvod.



 E da Khvod saremmo  poi rientrati, di nuovo in aereo,  ad Ulan Bator e  di li a qualche giorno il rientro  su Malpensa. Insomma un totale di  circa una dozzina di giorni a spasso per le terre di Gengis Khan.

Prima della partenza abbiamo dovuto però provvedere a prendere dell'attrezzatura adatta. In autunno le temperature in quota oscillano tra una massima di 10-15 gradi ad una minima di-5. Nel previsto pernottamento in "gher" (la capanna smontabile della tradizione nomade mongola) un sacco a pelo adeguato avrebbe certamente fatto piacere! 

Naturalmente, contestualmente all'acquisto del pacchetto,  abbiamo fatto un'assicurazione sanitaria con copertura completa. 

Sempre prima della partenza, naturalmente, non è potuto mancare uno  studio preventivo del percorso proposto dall'Agenzia servendoci della insostituibile guida Lonely Planet.


E poichè quando si visita un paese è necessario conoscerne la Storia e le Tradizioni per capirne meglio ciò che si vede, vi giro una sintesi degli aspetti salienti che, appresi prima del viaggio,  mi hanno consentito una maggiore comprensione di quanto visto.

Breve storia della Mongolia

 La Mongolia è sempre stata terra di nomadi a cavallo. Il clima duro e le praterie infinite hanno forgiato popoli guerrieri organizzati in tribù: Unni, Rouran, Turchi, Uiguri. Il primo vero impero è quello degli Xiongnu, III sec a.C. - I sec d.C. 

Erano il terrore della Cina Han. Per fermarli i cinesi iniziano a costruire la Grande Muraglia. Dopo gli Xiongnu, per mille anni si alternano khanati turchi e uiguri. Intanto arriva il buddhismo tibetano, ma i culti ancestrali delle popolazioni nomadi ovvero lo sciamanesimo tengrista resta la fede dominante.

Nel 1206 Temujin unifica le tribù e prende il nome Gengis Khan, "Sovrano Oceanico".

Inventa l’esercito più mobile della storia: ogni soldato ha 3-4 cavalli, arco composito, disciplina di ferro. In 20 anni si prende metà Asia.

Alla morte nel 1227 l’impero va ai figli: Ogedei completa Cina nord e invade l’Europa: 1241 distrugge Polonia e Ungheria. Il resto dell'Europa si salva solo perché Ogedei, terzo figlio di Gengis Khan e  suo successore, muore e i generali tornano per eleggere il nuovo Khan.                          

Il prescelto è Kublai Khan, nipote di Gengis, il quale fonda la dinastia Yuan in Cina 1271. Le sue immagini infatti, hanno tutte una chiara connotazione cinese

Interessante un confronto tra i due grandi personaggi nella storia  mongola appena citati. Gengis è il genio militare. In 20 anni prende più terra di Alessandro e Cesare messi insieme. Ma rade al suolo Merv, Samarcanda e Baghdad.

Kublai è il politico. Capisce che per tenere la Cina non basta il cavallo. Si veste da cinese, sposta la capitale a Khanbaliq/Pechino e diventa imperatore a tutti gli effetti. È il primo a unificare tutta la Cina dopo 300 anni.

Gengis muore a cavallo, durante una campagna. Il suo testamento: "Continuate a conquistare".

Kublai muore  nel proprio Palazzo d’Estate di Shangdu = Xanadu di Coleridge.  Governa da scrivania, non da sella.

Infine, Gengis distrugge città. Khublai, consentirà, invece,  la Pax Mongolica che farà  viaggiare sicuri merci, idee e... anche la peste. Costruisce, inoltre,  il  Grande Canale una colossale opera ingegneristica che facilita i trasporti e gli scambi su acqua, diffonde la carta moneta, porta astronomi persiani a Pechino, accoglie Marco Polo aprendo i contatti con l'Occidente. Questi gli effetti della "Pax Mongolica".

Si può già quasi parlare di una prima forma di globalizzazione. I mongoli portano in Europa polvere da sparo, pasta, stampa. In Cina  introducono le  lenti e l' astronomia arabo persiana. Ma questo approccio gli fa perdere  il carisma del capo nomade. I mongoli puri lo chiamano "mongolo finto".

Venendo a mancare Khublai Khan il regno, troppo grande, si spezza in 4 khanati che si fanno guerra. 1368 i cinesi Ming cacciano i Yuan. I mongoli tornano nella steppa.

Per 300 anni la Mongolia è divisa, povera, vassalla della Cina Ming e poi Qing. La svolta è religiosa. 1578 Altan Khan si converte al buddhismo tibetano scuola Gelug. Invita il Dalai Lama III in Mongolia e gli dà il titolo "Dalai", oceano. Da lì la Mongolia diventa teocratica: 1/3 dei maschi sono monaci. Si costruiscono i monasteri di Erdene Zuu e Urga, futura Ulan Bator.I Qing mancesi usano i lama per controllare i mongoli. I Quing, inoltre, applicano il "divide-et-impera" separando la Mongolia Interna, oggi regione cinese, dalla Mongolia Esterna, lo stato attuale. 1911 cade l’impero Qing. La Mongolia Esterna dichiara indipendenza con a capo il Bogd Khan, capo buddhista. Ma è debole. 1921 l’Armata Rossa entra in Mongolia con Sukhbaatar, una sorta di Garibaldi mongolo,  e nel 1924 nasce la Repubblica Popolare Mongola. E'il secondo stato comunista al mondo dopo l’URSS. Choibalsan, lo "Stalin mongolo", fa purghe 1937-39: uccide 30.000 persone, soprattutto lama. Distrugge 700 monasteri su 750. Impone collettivizzazione, alfabeto cirillico ed ateismo. In cambio l’URSS difende la Mongolia da Cina e Giappone. 1939 a Khalkhin Gol Zhukov sconfigge i giapponesi: battaglia decisiva per la seconda guerra mondale. Nella Guerra Fredda la Mongolia è il satellite più fedele di Mosca.

1990 crolla l’URSS e, conseguentemente, la Mongolia effettua una svolta  democratica e pacifica. Ovvero, la Mongolia diventa democrazia multipartitica, economia di mercato. Oggi è stretta tra due giganti: Cina compra il 90% del carbone/rame mongolo. La Russia fornisce tutta l’energia. Per non farsi schiacciare Ulan Bator gioca la "politica del terzo vicino": accordi con USA, Giappone, Corea, UE. Problemi attuali: quasi il 50% della popolazione ancora nomade, ma la capitale scoppia con inquinamento da ger e ger-town.   C'è poi il problema della forte dipendenza dalle materie prime anche se il paese possiede  miniere di rame  tra le più grandi al mondo e terre rare. Fanno, infine,  parte di questo quadro sociale la corruzione ed il problema dell'alcolismo. 


La cultura mongola

Come vedremo nel viaggio,  vi sono dei punti di riferimento che caratterizzano  il pensiero mongolo. Riferimenti che provengono proprio da quella lunga storia fatte di conquiste e di invasioni che ho appena descritto.


Il primo di essi è il richiamo verso il nomadismo e la vita in Ger.  Anche oggi, infatti,  più del 30% della popolazione vive spostandosi 2-4 volte l’anno seguendo i pascoli. La casa è appunto la ger, tenda rotonda di feltro. Si monta in un paio d'  ore e  resiste da -40°C a  +40°C. Sempre orientata a sud, ospita al proprio  l’altare degli antenati nella parte  a nord. Il cerchio rappresenta il cielo, Tengri. Al centro la stufa: è sacra, ci si cucina, ci si scalda, si fa passare l’inverno.Gli animali sono 5: cavallo, cammello, yak, pecora, capra. Il cavallo è tutto: mezzo, status, amico. Un detto dice "Un mongolo senza cavallo è come un uccello senza ali". A 3 anni i bambini sanno già cavalcare. Enel Festival delle Aquile avremo modo di constatarlo.


Altro aspetto interessante è l'attaccamento alla  Musica ed alle tradizioni Orali Khoomei, ossia un canto di gola in cui  un cantante emette 2-3 note insieme. Imita vento, acqua, cavalli. Patrimonio UNESCO. Nasce perché nella steppa, che non consente l' eco,  dovevi farti sentire lontano. Uno strumento tipico è il Morin khuur, violino a testa di cavallo: 2 corde di crine. La leggenda dice che fu creato da un pastore per piangere il suo cavallo morto. È lo strumento nazionale.


Altro aspetto caratteristico è l'attaccamento verso manifestazioni che comprovino la propria forma fisica. Il Naadam, infatti, è la festa nazionale a che si celebra a luglio con tre prove canoniche: "i tre giochi virili" - lotta, tiro con l’arco, corsa di cavalli. Nella lotta non ci sono categorie di peso. Il vincitore fa la danza dell’aquila. Nell’arco tirano anche donne e bambini. I cavalli corrono 15-30 km montati da fantini di 6-12 anni.


Il senso della religione, il tengrismo,  si basa su  Cielo, Sciamani e Buddha, ossia il culto del Cielo Eterno, Tengri. Sciamani comunicano con spiriti della natura. Ogni montagna, fiume ha il suo ovoo, cumulo di pietre con bandiere blu. Ci giri intorno 3 volte e lasci un’offerta.Dal 1500 domina il buddhismo tibetano. 1/3 dei maschi era monaco prima del 1930. Oggi questo attaccamento alla tradizione religiosa  dopo la lunga sudditanza nei confronti della Russia Sovietica, sta rinascendo: monastero di Gandan a Ulan Bator è pieno di lama. Le due fedi convivono: vai dal lama per i riti, ma anche dallo sciamano per parlare con gli antenati.


Il cibo e l'ospitalità sono elementi essenziali del comportamento.   Se entri in una ger ti danno subito qualcosa, anche solo tè. Tu prendi con la mano destra, o con due mani se è importante. Mai restituire la ciotola vuota o rifiutare un'offerta da parte del padrone di casa.


Infine, per i Mongoli, sono molto importanti i valori relativi alla famiglia, al clan ed alla Natura  e la  discendenza segue la linea  patriarcale. Esiste un gran rispetto per la Natura: non si può sporcare l’acqua e  scavare la terra senza motivo. La steppa ti dà tutto e non la si può quindi offendere. Solidissima la tradizione del rispetto di Gengis Khan: egli non è solo storia. È modello di coraggio, lealtà, legge. La Yassa il suo codice. 


Altra caratteristica da attendersi è la disparità di distribuzione abitativa e dei servizi. Oggi ad Ulan Bator vive quasi 1,6 milioni di persone su una popolazione di 3,5. Per cui in città c'è un quadro urbano costituito da grattacieli, grandi condomini contornati da   ger in periferia. Ma se esci 50 km trovi ancora nomadi che vivono come 800 anni fa, solo che hanno pannello solare e moto al posto del secondo cavallo.


IL  VIAGGIO

Ed è arrivato il gran momento.


Mercoledì 30 settembre

Svegliataccia alle 4:30 per essere a Malpensa alle 7. Oggi si parte per la Mongolia!


Buona parte del gruppo KEL12 si incontra nell'aeroporto milanese mentre altri partecipanti si ricongiungono direttamente a Istanbul. Ed il gruppo prosegue con un lungo volo notturno per arrivare a Ulan Bator.

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Il  gruppo

12 prodi avventurosi e due accompagnatori:  il paziente Uliano di Torino e la signora Deggy, guida locale.




Deggy

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Giovedì 1 ottobre

Alle 7:30 l'aereo arriva ad  Ulan Bator accolto da una giornata strepitosa. 

Cielo sereno, aria pulita e attorno all'aeroporto un primo assaggio della densità abitativa locale. Poche abitazioni, qua e là, branchi di cavalli, pecore e capre.

Sulla strada per la città Uliano ci illustra alcuni importanti aspetti della vita di questo paese. 


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Ulteriori  peculiarità della Mongolia

Primo dettaglio di cui riceviamo conferma è la succitata distribuzione della popolazione, ossia su  3,5 milioni di mongoli più di 1,6 milioni vivono a Ulan Bator. Considerando che l'estensione del paese è più di 5 volte  quella italiana, ne viene che la densità di popolazione in tutto il paese è davvero  molto bassa. I restanti circa due milioni di cittadini non residenti ad Ulan Bator costituiscono un corpo di popolazione nomade sparsa nei vasti spazi inurbati. Il che si coniuga con un altro aspetto interessante del Paese. L'intero territorio è pubblico. Ciascun allevatore può, infatti, stabilirsi su un terreno senza avere la necessità di comprarlo potendone essere solamente un usufruttuario. Ovvero, l'allevatore nomade non è proprietario del terreno che occupa ma è proprietario del bestiame e dei prodotti da esso ricavati. In prevalenza è formato da ovini, cavalli, asini e cammelli. I mongoli non sono usi possedere animali piccoli (pollame, conigli ad esempio) per via delle difficoltà di trasporto e sopravvivenza durante le rigidissime stagioni fredde. Non ci sono terreni recintati, quindi, tranne che attorno alla capitale. Il governo consente la recinzione di piccoli spazi per il posizionamento di gher con l'impegno, però, di costruire un manufatto permanente entro 10 anni. Il regime fiscale è molto indulgente. Le tasse sono circa al 10% tranne per oggetti di lusso per i quali sono al 20%.
Configurazione politica: la Mongolia è una repubblica semi-presidenziale parlamentare democratica. È considerata una delle poche democrazie complete in Asia centrale, nonostante sia stretta tra Russia e Cina
L' assistenza sanitaria risente del modello sovietico ed è organizzata su due livelli. C'è  un livello primario disponibile nelle  città più grandi ed un secondo  livello disponibile nei villaggi della steppa. Vi sono poi ambulatori mobili per i nomadi. Naturalmente ad Ulan Bator non mancano  i grandi ospedali centrali specializzati. Interessante notare che la medicina tradizionale mongola, misto tibetano-cinese-ayurvedico,è  riconosciuta ufficialmente ed è insegnata all'università statale. Anzi,  nelle zone remote è spesso la prima scelta. L'aspettativa di vita è di circa 69-70 anni, per cui la popolazione è molto giovane.
L'educazione scolastica è non molto dissimile dalla nostra: elementari, medie e liceo. Ogni sum (comune rurale) ha una scuola, spesso con internato per i figli dei pastori nomadi che vivono nella ger lontana. Per finire le superiori devi andare nel capoluogo di provincia (aimag).A Ulan Bator e Erdenet ci sono scuole private (qualità molto variabile) e licei pubblici a indirizzo linguistico: russo, cinese, inglese, tedesco, turco. Interessante notare che il tasso di alfabetizzazione è del + 99%, uno dei più alti al mondo,  eredità della campagna sovietica che ha imposto il cirillico nel 1941 abbandonando la scrittura mongola tradizionale. Scrittura antica che oggi si  sta reintroducendo   nelle scuole.

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Bene, riprendiamo il nostro viaggio di avvicinamento ad Ulan Bator. Il cielo, da terso e blu che era, si fa grigio di smog e restiamo imbottigliati nel traffico per più di un'ora. Uliano ci spiega che la produzione di energia, infatti, è molto limitata dal fatto che il Paese non è dotato di una industria pesante o di raffinerie per cui la fonte energetica è costituita da poche centrali a carbone fortemente inquinanti. Il traffico stradale della città e il riscaldamento delle gher, sempre a carbone, che circondano la città ci mettono il resto. I carburanti, dunque, provengono dalla Russia attraverso un trattato ventennale tale per cui la Mongolia fornisce il petrolio alla Russia la quale ricambia fornendo i prodotti raffinati. In questo particolare momento, quindi, il reperimento ed il costo della benzina e del diesel stanno divenendo un problema, come comprovato dalle lunghe file ai distributori. Finalmente arrivati in albergo ci diamo una rapida rinfrescata per andare poi a visitare il Museo Tempio Choijin https://maps.app.goo.gl/zKbZFwT9hy5BEDNBA di epoca abbastanza recente (primi del 1900). Stupisce come questa costruzione del secolo scorso sia ora inglobata, meglio dire inghiottita,  in un tessuto urbano decisamente moderno.



Proseguiamo poi per Museo Nazionale di Storia Mongola dove https://maps.app.goo.gl/PHxfqzv7ugavNTYh6 iniziamo ad assaggiare la natura fiera di questa popolazione.


Rientriamo in albergo molto stanchi e decidiamo di cenare in stanza prestissimo e recuperare il sonno perso.


Venerdì 2 ottobre

Crudele sveglia alle 2 di notte. 

Il tutto per decollare alle 6 in direzione di Olgii. 

Atterriamo nel piccolo aeroporto il cui avvicinamento  è privo di qualunque radioassistenza.https://maps.app.goo.gl/abUEXPSqfW33AJho9 Fortuna che il tempo è perfetto per il volo a vista e, quindi, atterriamo senza nessun problema.

Arrivati in albergo ci concediamo un paio d'ore di sonno e poi partiamo per visitare il Centro Culturale dei Cacciatori con aquile.https://maps.app.goo.gl/jdKhYgY9oFG7hyRF9

 È stato molto interessante apprendere il processo di come il volatile viene catturato, allevato, addestrato ed impiegato. Di solito si prendono esemplari giovani con delle tagliole opportunamente modificate, come in figura,  per non ferirlo. 

L'addestramento, che dura almeno tre anni,  inizia con la cattura di pelli di volpe arrotolate e trascinate sul terreno per poi passare a piccoli animali. Per evitare che l'aquila mangi l'animale catturato, viene fatta vomitare con un apposito bastoncino e poi ricompensata con premio datole dal proprio padrone.

 Passati un certo numero di anni di servizio, l'animale - di norma femmina -  viene rimesso in libertà. E quest'ultimo aspetto sottolinea il rispetto che il popolo nomade ha per la natura. 


Mentre ci spostiamo per andare a pranzo ci imbattiamo in un gregge di cammelli al pascolo


Nel pomeriggio

 
ci spostiamo attraverso una strada sterrata verso il villaggio di Sagsai, noto per essere un luogo di provenienza di cacciatori. Tant'è che mentre caracolliamo tra buche e guadi e nuvoloni di polvere, nel bel mezzo di una stretta valle sbucano due cavalieri con i loro costumi tradizionali e le loro aquile.


Arriviamo, infine, alla gher di Mohamed, addestratore di aquile.https://maps.app.goo.gl/ijEfQE5mi6jgFdv76  Entriamo nella sua abitazione, evitando accuratamente, come da tradizione mongola, di calpestare la soglia. Qui veniamo accolti dall'intera famiglia e da un sostanzioso spuntino,servito nella ger,  a base di formaggi e Tsuivan. Quest'ultimo piatto sono delle tagliatelle di pasta tirata a mano, stufate al vapore con striscioline di montone o manzo, cipolla, carota e patate. E' un'ottima  sorta di minestra asciutta.




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Come è  fatta la Ger

Il posto d’onore all'interno della ger èil dakh o hoimor che è sito verso il nord. Al contrario la porta guarda verso sud. Nel dakh trovano posto  l’altare di famiglia, le statuette buddhiste, sciamaniche, le foto degli antenati, la bandiera mongola e gli  oggetti sacri. Vicino a tali oggetti c'è  il letto matrimoniale degli ospiti più importanti  o del capo famiglia. La disposizione delle persone all'interno della ger deve rispettare una vera e propria gerarchia. Nella parte nord siedonol'ospite d’onore, gli anziani,i lama e gli  uomini più importanti che però non devono mai  toccare od appoggiarsi sul retrostante altare. Il lato ovest o  baruun è il “lato maschile”,  riservato agli uomini della famiglia e agli ospiti maschi. Qui si tengono le armi, le briglie, gli attrezzi. Il lato est o  zuun è il “lato femminile” ed è  riservato alle donne. Qui c’è il focolare, le pentole, il latte, i prodotti caseari.Vicino alla porta od uurd èil posto per i più giovani, i servi, chi arriva. Ci si tolgono gli stivali e si sta in piedi finché non si viene invitati avanti.Vi sono poi altre regole da seguire. Non passare tra il focolare e l' hoimor.  Tagliare quella linea è maleducazione grave.Non dare le spalle all’altare ed entrare con il piede destro. Non toccare la soglia, che è sacra.Quindi: se ti fanno sedere in fondo alla ger, ossia dall'altro lato di fronte alla porta, vicino all’altare significa che  ti stanno trattando come ospite di massimo rispetto.

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Sabato 3 ottobre

Oggi è il gran giorno perché inizia il Festival delle Aquile! https://maps.app.goo.gl/irXhdiFhCY5V2crF6 Prendiamo il fuoristrada e ci dirigiamo verso una zona ad una mezz'oretta di macchina a sud di Olgii. Troviamo un bel po' di gente ma, fortunatamente, la nostra agenzia aveva prenotato delle sedie in prima fila e delle coperte.

Pieno di cacciatori orgogliosi dei loro animali e di turisti desiderosi di farsi ritrarre con l'aquila sul braccio.



 



I primi giochi, preceduti da un’impressionante sfilata di cavalieri, 


guardatevi il filmatino qui sotto 

https://youtube.com/shorts/5W7JBYdtVKs

 sono consistiti nella cattura di una pelle di volpe da parte di un'aquila, situata su una collina, richiamata dal proprio padrone a cavallo, in moto nella pianura sottostante. 



 
Talvolta l’aquila non partiva affatto o partiva dopo un minuto dal richiamo ed intal caso i falconiere veniva eliminato d’ufficio. In altre occasioni l’aquila andava da tutt’altra parte ed anche in questo caso c’era l’eliminazione.

Veniva quindi fatta una classifica eliminatoria in base ai tempi impiegati. Il tempo più basso è stato fatto da un cavaliere poco più che un ragazzo. La sua aquila ha impiegato 22 secondi per percorrere le svariate centinaia di metri per raggiungere la preda. 

Dopo pranzo è stata la volta degli arcieri. Riuscivano a colpire un oggetto della grandezza di una boccia con degli archi senza nessun sistema di puntamento. 

     









Questo primo giorno di festival si è infine concluso con la specialità "raccolta moneta". Il cavaliere, al galoppo, restando sempre in sella, deve inchinarsi pericolosamente verso il terreno e raccogliere una pietra ivi posta dalla giuria.


Guardate qui

Domenica 4 ottobre

Ripartiamo per l'ultima giornata di festival. A differenza di ieri oggi c'è un sole radioso e le temperature molto più tollerabili ed i colori nelle foto molto più vividi.

Il primo round prevede il richiamo dell'aquila sul braccio del falconiere attratta dal richiamo familiare e da un gustoso bocconcino di carne.

        

 E nello svolgimento delle gare, anche oggi, se ne sono viste delle belle!  Aquile che invece di andare dove dovevano hanno approfittato della conquistata liberta’ per farsi un bel giro altrove, altre ancora che si sono fermate a meta’ strada a prendere i sole sulle rocce delle colline circostanti, una, addirittura, non e’ neanche partita.









Nel pomeriggio poi  l'evento ha assunto tutt'altra  connotazione.


Si è trattato di una gara in cui una cavallerizza (moglie) picchiava il proprio marito, tutto questo mentre entrambi sono in un galoppo forsennato. 

filmatini ?

Infine abbiamo assistito alle gare di tiro alla capra. Ovvero due cavalieri si contendono una capra morta effettuando  spericolate peripezie equestri.



Lunedì 5 ottobre

Oggi lasciamo la civiltà per entrare nel silenzioso mondo dei Monti Altai. Il cielo nuvoloso sembra quasi accentuare la solitudine cui andremo incontro. A farci l’antifona di quel che ci aspetterà nei  giorni prossimi è la “superstrada”  che collega Olgii con Ulan Khur https://maps.app.goo.gl/3cNoWaomU4Re7Mvo9 e che poi ci porterà alla zona dei petroglifi di Tsagan Saal https://maps.app.goo.gl/Cs7tUYJzyEuEaS1s9.



Questo approssimativamente è il percorso 





https://www.google.it/maps/dir/Aeroporto+di+%C3%94lgij,+XWR9%2BMR5,+%C3%96lgii,+Bayan-%C3%96lgii,+Mongolia/Distretto+di+Ulaanhus,+Provincia+del+Bajan-%C3%94lgij,+Mongolia/49.325643,88.4299919/@49.211799,89.1763461,71032m/data=!3m1!1e3!4m15!4m14!1m5!1m1!1s0x42b4b42f3fffffff:0xe8eeae9f4640a8c1!2m2!1d89.9196094!2d48.9916375!1m5!1m1!1s0x42b48cd233075dd5:0xdca88ffc549d39ec!2m2!1d89.4350462!2d49.0424573!1m0!3e2?hl=it&authuser=0&entry=ttu&g_ep=EgoyMDI2MTAwNy4wIKXMDSoASAFQAw%3D%3D

 Vi faccio vedere un’immagine che  può far capire meglio quanto possano essere complicati gli spostamenti su Monti Altai.

 

Qualche sosta qua e là

E, per ora di pranzo,  ci fermiamo in una radura dove pascolano indisturbati gli  yak.https://maps.app.goo.gl/eLW99HVQyMMCY4mh6 La brucatura delle poche sterpaglie è talmente precisa che sembra fatta con una macchina.

 


Dopo un ulteriore dove di sbatacchiamenti sulle piste arriviamo, infine, al Lodge posto all'inizio della vasta zona detta Tsagaan Saal posta a 2500 metri.

Come vedete luogo molto rumoroso ed in pieno centro città...https://maps.app.goo.gl/Az787kmByoHEtN496

 La sistemazione è spartana, ma è caldo e tutti si accomodano con il sacco a pelo su un  materassino posto pavimento. Quello sarà il  giaciglio per la notte.



Al tramonto facciamo la tanto attesa passeggiata tra i petroglifi. Risalgono all'era del bronzo tra il 10.000 ed il 5000 avanti Cristo. Riproducono animali e scene di caccia 

 



ma non è mancato un tiro mancino di un mongolo burlone. 

Cena allegra, riscaldata da un buon Cabernet,  in cui Anna ci ha narrato le sue peripezie in sala parto e Maurizio le sue avventure in Perù e Madagascar. 

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La cucina mongola

Airag: latte di cavalla fermentato, leggermente alcolico. Lo offrono sempre all’ospite. Rifiutare è offesa grave.

Buuz: ravioli di montone al vapore, piatto nazionale.

Suutei tsai: tè salato con latte e burro. Calorico, anti-freddo.

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Martedì 6 ottobre

Bella giornata. I colori, a differenza di ieri, sono tornati intensi. Dopo una consueta colazione mongola (brodo, montone e ravioli di carne fritti)  preparata dalle nostre cuoche

sbaracchiamo il lodge ma prima di partire ci vediamo l'ovile in cui sono contenute le capre con cui si fa la maglieria in cashmere e la mungitura degli yak.




 Proseguiamo per pianure, guadi e piccoli passi sempre attorno ai 2500 metri. Sulle cime circostanti della selvaggina abilmente mimetizzata


Il percorso previsto è il seguente:

Sullo sfondo la montagna più alta della Mongolia, il Tavan Bogd, massiccio detto dei 5 Santi di circa 4300 metri che segna grossomodo il triplice confine tra Mongolia, Cina e Russia. Il confine con il Kazakistan non c'è ma è molto vicino alla Mongolia.

Qualche sosta strada facendo, nonostante il freddo pungente,  giusto per sgranghirsi le gambe

E per pranzo ci fermiamo presso un bel lago e facciamo un pic nic tra dei giovani alberi. https://maps.app.goo.gl/RxotZvdrJ28o1bNz7

I  colori ed il panorama lasciano senza parole.

   


Nel pomeriggio ci dobbiamo però fermare perché una delle macchine accusa un problema di convergenza. 

Il problema non è risolvibile a breve. Quindi la macchina rotta resterà qui in attesa di un meccanico e noi ripartiamo ridistribuendo tutti i passeggeri tra le altre macchine.

Proseguiamo e ci fermiamo a vedere un cimiterino musulmano nel mezzo del niente. Così vuole la tradizione mussulmano kazaka




Ed infine arriviamo al nostro lodge presso il lago di Khoton Nuur. Dormiremo nuovamente in sacco a pelo in una gher posta sulle rive del lago. https://maps.app.goo.gl/hubUGHeKPa68LYfXA 
Il sole cominciava a scendere dietro le montagne e così pure la temperatura. Ci ha messo poco a scendere sotto zero ed il vento ci ha messo il resto. Ma dentro la gher si sudava. 


Una stufetta a legna al centro della capanna spandeva molto calore. Cena tutti insieme nella gher vicina e, questa sera, sono i toccanti racconti di Uliano relativi all'adozione di suo figlio Ludovico, bambino nato proprio in Mongolia. Già... l'adozione, un tema per me molto vivo. Sono anch’io padre adottivo ma, purtroppo, con questi figli non sono riuscito a condividere alcun interesse... Ma questi pensieri oscuri svaniscono non appena usciamo fuori quando veniamo accolti da un cielo stellato che ci rapisce.

Tantissime stelle, tutte visibilissime. 

La Via Lattea sopra le nostre teste era inconfondibile. 

Chissà se, tra quelle stelle, ci sarà anche la mia mamma di cui ricorre oggi il giorno della sua dipartita da questo mondo.

 

Mercoledì 7 ottobre

Durante la notte nella gher è scesa la temperatura. Ma qualcuno è venuto all'alba a mettere legna e da ghiacciaia è divenuta sauna. Io ero vicinissimo alla stufa e sono dovuto uscire dal sacco a pelo ed iniziare a spogliarmi. Però approfitto per fare un bello scatto della ger illuminata dal  fuoco.

Il percorso previsto è il seguente:


Quando partiamo il cielo è basso e le cime attorno, poco più alte di noi, sono innevate. Il nevischio ogni tanto compare anche sul parabrezza. Il primo stop è un sito dove si trova un grande petroglifo. https://maps.app.goo.gl/gjXEp45uV9v5ow4h9

Ad arricchire questa fermata uno stormo di cigni selvatici in migrazione dal nord verso sud.

Proseguiamo la circumnavigazione del lago per vedere delle gher smontate. C'è un bosco di larici di colore bruno, il cielo è bianco perlaceo, il vento forte. La temperatura è -11°C ma l'aria è secchissima. Silenzio assordante.Le ger smontate per l'imminente arrivo dell'inverno danno una forte connotazione di solitudini, di lontananza.

https://maps.app.goo.gl/tJmzUo6B57WejxqE7

Procedendo nel nostro giro arriviamo a dei monumenti funerari detti Babal.
Erano  riservati a persone di rango elevato. In quella atmosfera cosi ostile, per il vento e per il freddo, sembrava andassimo a profanare la quiete secolare di quelle persone. Essendo appassionato di Musica Classica, il richiamo potente alla Sagra della Primavera, quadri di una Russia pagana , Adorazione e Sacrificio, di Stravinskij  mi viene immediato. Penso ai riti ancestrali che possono saranno accaduti in questo luogo. Per ascoltare il brano clicca qui sotto https://www.youtube.com/watch?v=UtO7RxoK8wg
Per avere descrizione dettagliata del brano clicca qui sotto

Per pranzo pic nic fortunatamente al coperto

Procedendo verso Olgii  buchiamo una gomma, prontamente sostituita,


ed incrociamo svariate mandrie che si stavano dirigendo verso le rispettive residenze inve      

 ed arrivo e, dopo due giorni di vita brada senza poterci lavare, meritate  abluzioni in un buon albergo ad  Olgii e, visto il ventaccio freddo che si era levato, piacevolissima cena in albergo.



Giovedì 8 ottobre

Iniziamo la giornata con la visita al piccolo ma ricco Museo di Olgii. 

Oltre ad alcuni babal posti a guardia dell'ingresso lì possiamo trovare la fauna, i personaggi mongoli importanti ed i costumi di questa parte del paese.




Proseguiamo lo spostamento verso Khovd fermandoci e, con un tratto di fuoristrada particolarmente impegnativo,  pranziamo sul lago Tolbo Nuur. 

Vedetevi il filmatino, è interessante!

https://youtube.com/shorts/zJG58FSWxQ8 

Il viaggio prosegue, per panorami meravigliosi,  su una comoda strada in direzione di Khovd

Ed arriviamo a questa cittadina postsovietica  giusto in tempo per acchiappare l'ultima ora di mercato ricavato in prevalenza da vecchi container.




Cena in albergo e Uliano dona a ciascuno di noi dei khadag ossia delle sciarpette di colore blu a rappresentare il cielo della Mongolia.


Venerdì 9 ottobre
Rapido giro al locale Museo di Khovd, molto centrato sulla cultura kazaka che è tipica di questa zona,  sempre ricco di dettagli da apprezzare.
E quindi procediamo verso il piccolo aeroporto locale dove riaffiorano vecchie glorie della aviazione civile mongola 



e dove consumiamo  un rapido pranzetto al sacco in aerostazione,

Arriviamo a Ulan Bator e la prima tappa è il mitico Gobi, outlet del cashmere, un vero paradiso delle signore. https://maps.app.goo.gl/S4MJYUCJnjM7KSfC6

Abbiamo dato una gran bella mano all’economia mongola con l’acquisto di numerosi capi in cashmere effettuato da tutte le gentili componenti del gruppo.

Siamo quasi al tramonto e la città ci riserva il suo trattamento: traffico, centrale a carbone che sbuffa fumi, urbanizzazione selvaggia, condotte fuori terra, linee elettriche fatiscenti. 





Che differenza rispetto ai silenzi di pochi giorni fa!

Cena con una buona bistecca anche se il locale potrebbe essere un po' meno appariscente... 



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Le cose buffe

Andare in giro in gruppo significa un po' tornare sui banchi di scuola. Con i social, poi ...è un'attimo che venga coinvolta anche la stampa internazionale!







Vendesi palme usate, come nuove.
No perditempo



Questa si che è automazione!

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Sabato 10 ottobre

Iniziamo la giornata con la visita al Monastero di Gandan. Uno dei più importanti monasteri in cui si svolgono funzioni.

https://maps.app.goo.gl/BpwWed5otmhAzGMYA






ho fatto anche un filmatino all'interno del Monastero durante la funzione. Era proibito, per cui il filmatino è brutto ma da una mezza idea dell'atmosfera ipnotica creata dalle litanie. 
Cliccate qui sotto

https://youtu.be/EfkTaS9XNQ0 

Proseguiamo per un ulteriore fabbricato che contiene al proprio interno una statua del Buddha alta almeno 26 metri.

           


Rapido passaggio al Museo Bogd Khan https://maps.app.goo.gl/o34RNRqTPrMz6DJ98 detto anche Palazzo d'inverno dell' ottavo Bogd Gegeen, l'ultimo imperatore teocratico della Mongolia (1869-1924). 



È considerato uno dei musei più ricchi di arte buddhista in Mongolia e l'unico palazzo imperiale rimasto intatto. È Patrimonio UNESCO come parte del centro storico.

Due passi per la Piazza del Parlamento o Sükhbaatar Square

Ed ecco, finalmente,  il pezzo più forte: il Museo Gengis Khan dedicato alla nascita della Mongolia ed, in particolare, al periodo di Gengis Khan.



Ed in effetti ciascun piano di questo modernissimo edificio, rimarchevole per l'aspetto e per la scansione degli spazi interni, descrive il succedersi delle numerose dinastie che si sono succedute nei secoli.


Nel visitare questo Museo va considerato che la cultura mongola è fondamentalmente nomade, per cui non vi sono estesi manufatti in pietra come le città, quanto piuttosto una serie di reperti di oggetti di uso comune, o quasi, che però forniscono bene l'idea della vita in quelle epoche. Naturalmente per la descrizione dettaglia di ciascun oggetto e del relativo periodo storico occorrerebbe un libro, per cui mi limitero’ a menzionare gli oggetti che mi hanno colpito di piu’, rispettando pero’ il criterio cronologico definito dal Museo.  

 La presenza dell'uomo in questa parte della terra, come abbiamo visto dai petroglifi, risale a diverse migliaia di anni prima di Cristo ma le prime datazioni che riguardano la formazione di una "nazione mongola" risalgono solo al secondo secolo avanti Cristo con la dinastia dei Xiongnu. La durata di questa è di circa 400 anni ed ha dato prova di un elevato livello di civilizzazione. 

A questa epoca risale questa splendida fibbia in oro e pietre dure e tondo ornamentale  


Dal terzo secolo al quinto secolo dopo Cristo si instaura la dinastia Xianbei che in qualche modo si è spartita il territorio con il Khanato Rouran.

A queste popolazioni, nel 550 d.C. sino circa al 745 si sono poi sostituite etnie provenienti dalla Turchia ed il reperto di seguito illustrato è una prova della raffinatezza e capacità creativa di queste genti. 

Nel 745 arrivano gli Uiguri cui subentra nel 907 l'Impero di Khitan. 

Qui  una maschera funeraria in argento di quell'epoca.


Arriviamo così al 1206 data di fondazione dell'Impero di Gengis Khan. Le continue conquiste militari, portate avanti con moderne tattiche di guerriglia 





ma anche con intelligenti trattative diplomatiche, espandono sempre di più i confini per cui vengono sviluppati sistemi di gestione particolarmente avanzati per l'epoca. L'introduzione della moneta,


un sistema di comunicazione basato su stazioni di posta a cavallo che consentivano il fluire di messaggi da un capo all'altro dell'Impero.La capacità di integrare in ruoli direttivi persone realmente capaci, anche stranieri e Marco Polo è stato uno di quelli, che potevano liberamente proporre idee e circolare da un capo all'altro dell'Impero fruendo di speciali lasciapassare.
 

          

Le innovazioni vengono ulteriormente consolidate da Khubilai Khan, nipote di Gengis e l'Impero Mongolo raggiunge il suo apice confinando ad Ovest con i Balcani ed ad Est con i confini orientali della Cina.



Arriviamo infine all'ultimo piano in cui c'è una statua in rame placcato in oro di Gengis Khan. La statua è stata realizzata da orafi fiorentini utilizzando 70 chili d'oro forniti dal governo mongolo. Si entra nella sala dopo essersi coperti le scarpe e, nell'uscire, è obbligatorio non dare le spalle alla statua. I Mongoli, addirittura, si genuflettono.



Dopo tre ore piene di cultura occorre uno stacco leggero. Si va ad assistere ad uno spettacolo di musiche mongole il che ci dà un'ulteriore possibilità di conoscere meglio le tradizioni di questo grande Paese.
https://maps.app.goo.gl/NcGvR1bwp77Qo6TPA
Musiche mongole spesso caratterizzate da canto gutturale che le rende davvero particolari.

 
Vedi filmatino






Cena insieme e salutiamo Deggy, la nostra guida locale.

Domenica 11 ottobre

Sveglia crudele alle 4:45 ed alle 6:20 siamo in aeroporto per l'imbarco per Milano via Istanbul. Prima di arrivare a bordo salutiamo Uliano che, con tanta pazienza e tanta passione, ha guidato l'impresa.


CONCLUSIONI

L'idea di fare questo viaggio è stata quanto mai azzeccata. Abbiamo potuto vedere posti e conoscere aspetti in prima persona di cui, altrimenti, avremmo potuto soltanto sentire parlare. Certo, non è un viaggio per chi ama esclusivamente la vita comoda, ma la ricchezza che i panorami sconfinati, i colori, il silenzio ed il sorriso della gente abituata a vivere alle dure condizioni, ci hanno ampiamente ripagato dei disagi. 


Concludo, e concordo, con le parole di Uliano:  la Mongolia non va vista ma va sentita.





Libri consigliati

  • L'orda,come i Mongoli cambiarono il mondo di Marie Favereau

Sitografia

  • Marco Polo di Marina Montesano
https://moodle2.units.it/pluginfile.php/193814/mod_resource/content/1/Montesano_Marco%20Polo%20%282014%29_15-51.pdf 


Se vuoi leggere qualche mio altro racconto di viaggio clicca qui sotto

https://blogbattaglia.blogspot.com/2018/05/i-miei-viaggi-piu-belli.html