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| Bandiera della Città di Porto |
Premessa
Eravamo tornati da poco da un bellissimo viaggio in Tunisia, ma il desiderio di girare non ha tardato a farsi sentire.
Durante una cena con i cari amici Betty e Franco è venuto fuori che Ryanair aveva un diretto Torino Porto (Portogallo).
Purtroppo non potevamo trattenerci troppo ma c'erano proprio quel paio di giornetti per conoscere questa bella città.E c'è voluto davvero poco per organizzare.
Naturalmente abbiamo cominciato con l'acquisizione delle Sacre Scritture, ovvero con l'acquisto della consueta guida Lonely Planet proprio su Porto.
Il che ci ha permesso di mettere subito a fuoco le cose da non perdere della città.
Acquistati con molto anticipo i biglietti aerei, come pure ho provveduto per tempo all'albergo, molto centrale, (ZERO Box Lodge Porto https://maps.app.goo.gl/YbREsTVF3Y2Qnzfz8 ) per essere sicuri di non avere sorprese. Albergo centralissimo pulito essenziale come poi vi mostrerò.
Il clima, tra la fine di maggio e gli inizi di giugno, prometteva bene. Le precipitazioni erano rade e le temperature gradevoli. Luce a volontà, vista la vicinanza del solstizio d'estate.
Non restava che assumere le informazioni sulla storia della città e sui servizi di cui fruire per visitarla.
Breve storia della città
- Origini antiche: Porto fu fondata come villaggio celtico chiamato Cale, alla foce del fiume Douro. I Romani la conquistarono e la trasformarono in un importante porto commerciale, chiamato Portus Cale.
- Medioevo: Dopo la caduta dell'Impero Romano, Porto fu occupata da Visigoti (456) e Arabi (716). Fu riconquistata da Alfonso I delle Asturie nel IX secolo e ripopolata da Alfonso III il Magno nell'880.
- Nascita del Portogallo: Nel 1096, Alfonso VI di Castiglia e León cedette la Contea Portucalense a Enrico di Borgogna, che divenne il primo conte del Portogallo. Suo figlio, Alfonso Enríquez, si proclamò re del Portogallo nel 1138 e consolidò l'indipendenza del paese nel 1143.
- Espansione marittima: Porto divenne un importante centro navale e commerciale durante l'età delle scoperte (XV-XVI secolo), grazie alle esplorazioni di Enrico il Navigatore, figlio di Giovanni I del Portogallo.
- Dominazione spagnola: Porto fu sotto il dominio spagnolo dal 1580 al 1640, ma riconquistò l'indipendenza con la rivolta di Lisbona del 1640.
- XVIII secolo: il Secolo d'Oro: Porto visse un periodo di grande crescita economica e urbanistica, grazie allo sviluppo dell'industria vinicola e alla costruzione di splendidi edifici in stile neoclassico e barocco.
- XIX-XX secolo: Porto fu un centro liberale e progressista, con lotte per i diritti civili e la creazione di una costituzione liberale nel 1820. La città subì anche l'assedio degli assolutisti dal 1832 al 1833.
- Oggi: Porto è una città storica e vibrante, Patrimonio UNESCO, con un'economia in crescita e una vita culturale ricca.
I mezzi pubblici
Con l'albergo opportunamente scelto vicinissimo alle stazioni della metro di Trinitade o Bolhao (vedi triangolino rosso sulla mappa sottostante), abbiamo avuto a disposizione le linee A,B,C,D ed E, per cui, con la sola metro siamo andati dappertutto.
Sabato 30 Maggio
Ed ecco arrivato il momento della partenza. Sandrino ci accompagna in aeroporto ed in un attimo siamo giá in modalitá “vacanza”.
Tranquillo volo di un paio d’ore ed arriviamo al cospetto dell’Atlantico.
L’ aeroporto è modernissimo e ben servito da una metro (per andare in città prendere Linea E, direzione Estadio do Dragao). La prendiamo, però, senza sapere di aver preso un biglietto di 5 corse per una persona, invece che 1 biglietto a persona. Scendiamo alla fermata Bolhao. All’uscita della metro il Portogallo ci da il suo benvenuto: l’arietta fresca dell’Atlantico, la bella luce del tramonto e gli azulejos della Chiesa delle Anime.
Arriviamo in cinque minuti a piedi in albergo e ci sistemiamo. La scelta fatta è stata buona.
Si tratta di una ex banca, ecco la foto della cassaforte,
sita in un vecchio palazzo totalmente ristrutturato per ospitare delle “celle abitative essenziali”.
All'interno di ciascuna un letto, un comodo bagno. Questi elementi sono fatti di legno, ben illuminati e ben aerati anche se senza finestre, davvero minimali ma anche gradevoli all’occhio.
Usciamo per cena e ci imbattiamo in un elegante, anche se molto caro, ristorante. Ma siamo comunque ricompensati da un sostanzioso benvenuto della cucina portoghese. Viva o' bacalao!
Domenica 31 Maggio
La giornata inizia con una minaccia di mal di testa accusato da Anna ed una fitta coltre di nuvole basse. Uhmm...brutti segnali
Ma poi hanno prevalso i nostri auspici. Il mal di testa è andato via con una buona colazione, il cielo si è aperto ed in più abbiamo goduto di un bel panorama dalla terrazza posta sopra la giá luminosa sala dove veniva servito il breakfast mattutino.
Partiamo per il nostro giro e ci imbattiamo incuriositi in un capannello di persone. Bisca clandestina? Riciclo di refurtiva? No, un innocente luogo di scambio di figurine di calciatori che ci ha fatto sorridere. Chi ha i capelli grigi sicuramente si ricorderà certamente le figurine “Panini”. Ma le sorprese non finiscono qui. In un bar incontriamo una vigilessa del fuoco volontaria ed è un attimo che ci troviamo in caserma a parlare con i vigili volontari, tutti ragazzi molto giovani, in servizio durante questa domenica. Franco, nostro caro compagno di viaggio, è stato vigile del fuoco per 30 anni ed ha sempre tanto piacere a salutare altri colleghi.
Proseguiamo la nostra camminata per raggiungere la famosa Torre di Clerigos e la adiacente Igresia dos Clerigos disegnata dall' architetto italiano Niccolò Nasoni.
Fu il suo primo capolavoro in una città che col tempo finì per considerarlo come uno di casa, soprannominandolo l'architetto di Porto. La costruzione iniziò nel 1732 e fu completata nel 1750, mentre la torre campanaria, la Torre dos Clérigos, fu terminata nel 1763.
La chiesa presenta un'insolita navata ovale che ricorda un uovo di Fabergé,vista la profusione di marmo rosa, cherubini e lo sfarzoso altare dorato.
Partiamo infine per l’ardita ascensione sulla sommità della Torre. Un po’ faticosa la salita ma la vista della città giustifica l’impegno.
La torre, alta 76 metri, fu anch' essa progettata da Niccolò Nasoni a metà del XVIII secolo. Salendo i 225 gradini della scala a chiocciola si gode di una vista fenomenale sulle guglie e i tetti di Porto ricoperti di piastrelle, su un'ansa del Douro e sulle cantine di porto di Vila Nova de Gaia.
La salita ala Torre è arricchita dalla vista di lavori ed arredi sacri che trovano all'inizio del percorso. Finiamo la visita e, ritornando in chiesa, veniamo accolti da un bel concerto d'organo
Girovaghiamo poi davanti all’ Igresias das Carmelitanas dove ci troviamo un simpatico mercatino dell’artigianato, molto apprezzato dalle signore.
E poi, come si dice in Aeronautica, consumiamo "un sobrio rinfresco" durante il quale Anna si è distinta per l’impegno profuso nell’"assaggio" dei dolci. Ha avuto il coraggio di finirselo!
Continuiamo la nostra passeggiata per vicoli, vicoletti
e... negozietti
con belli affacci sul sottostante fiume Douro.
Un giretto davanti la Cattedrale di Se da Porto, purtroppo non visitabile per via di una cerimonia in corso, ed infine arriviamo sulle rive del fiume. Lo attraversiamo utilizzando il lato inferiore del Ponte Dom Louis I progettato dall'ingegnere belga Théophile Seyrig, un ex socio di Gustave Eiffel, e costruito tra il 1881 e il 1886. È un ponte ad arco in ferro lungo 385 metri e alto 45 metri, che collega Porto a Vila Nova de Gaia. Il ponte è stato inaugurato il 31 ottobre 1886.
Si può attraversare in metropolitana (linea D) o a piedi, passando su una delle sue due piattaforme. Avenida Vimara Peres conduce al livello superiore,dove passa la metropolitana, e va direttamente al Jardim do Morro, uno dei posti preferiti dai residenti per ammirare il tramonto.
Noi, invece, prendiamo il il piano inferiore tramite il quale abbiamo raggiunto agevolmente le cantine di Gaia, sede dei più noti produttori di del vino porto.
Mentre nel fiume alcuni scalmanati facevano bella mostra di sè lanciando le loro moto d’acqua a tutta velocità.
Per rientrare verso l’albergo prendiamo la panoramica funivia che costeggia il fiume e ci porta a due passi dalla stazione metro Jardim do Morro ed in pochi minuti siamo a casa.
Abbiamo fatto un bel giro, oltre 12 chilometri, e siamo stanchi.
Una pausa di riposo non guasta. E poi ripartiamo per una buona cenetta in un locale non lontano dall’albergo, come sempre con porzioni davvero grandi. Dobbiamo ricordarci le prossime volte di chiedere la mezza porzione (meia porção).
Lunedi 1 Giugno
Sembra strano pagare un biglietto e fare la fila, ma visitare questo monumento vale davvero la pena.
Costruita nel 1869 su progetto dell’architetto Francisco Xavier Esteves, originariamente si chiamava Livraria Internacional de Ernesto Chardron. Cambiò nome col passaggio di proprietà ai fratelli Lello, che la inaugurarono il 13 gennaio 1906. La sua scala in legno con gradini rossi è certamente uno stupendo colpo d’occhio, che avrà ispirato probabilmente JK Rowling per la sua saga di Harry Potter: era infatti una frequentatrice assidua della libreria durante il periodo in cui visse nella città portoghese. Insomma un posto davvero fatato come si evince dalle immagini
Contenti di aver fatto una coda tutto sommato abbastanza breve per visitare la Libreria - dopo sarebbe stato molto peggio - proseguiamo per il Mercado Bolhaō. Anche questa bellissima struttura è tenuta in maniera eccelsa. Le merci, poi, una vera goduria per il palato.
Il Mercado do Bolhão (https://www.scopriporto.com/mercado-do-bolhao) risale all'Ottocento ed è uno dei mercati più antichi di Porto. Dopo i lavori di ristrutturazione, durati quattro anni, ha riaperto i battenti nel 2022 con un aspetto più moderno che però non è piaciuto a tutti i residenti.
Comunque, a differenza di altri
questo ha mercato ha conservato la sua autenticità mantenendo la presenza di venditori di fiori, frutta e verdura, di speciality coffee (una novità) e banchi dove servono ostriche. Il piano superiore è occupato da alcuni ristoranti che offrono pesce, frutti di mare, maialino da latte e anche piatti vegetariani.
Una gioia anche per l'occhio della macchina fotografica.
Ah, dimenticavo: qui si vendono zucche magiche che diventano carrozze!
Finito il giro a Bolhao decidiamo poi di andare a vedere l’Atlantico e, dopo il consueto arruvugliamento con le macchinette distributrici dei biglietti della metro, vera dannazione per ii turisti, con la linea A arriviamo al quartiere di Matosinhos, proprio in riva al mare. Beh, dopo tanta fatica un bel pranzetto di sardinhas asadas y polvo e vinho verde non poteva mancare. E ci abbiamo anche azzeccato come posto: Ristorante a Peixaria https://maps.app.goo.gl/U9uSgsoh9JnmJLJHA
E dopo pranzo passeggiata in spiaggia con tentativo di bagnare i piedi....ma l'acqua è davvero fredda per i nostri gusti.
Concludiamo il nostro giro andando a vedere il più recente auditorium di Porto, chiamato con il bel nome di "Casa da Musica".
Purtroppo solo da fuori perchè le visite guidate non sono numerose e bisogna prenotarle con molto anticipo.
Questa costruzione si impone allo sguardo rispetto a tutto il resto. Da lontano sembra un oggetto solitario il cui profilo va mutando mentre ci si avvicina. Simile a un diamante grezzo di forma irregolare, l'edificio sembra essere stato teletrasportato qui da un altro luogo e da un'altra era. Di fronte, la piazza di travertino color oro rosato è meta per ragazzi che si divertono con lo skateboard sulla pavimentazione ondulata.
Progettato dall'architetto olandese Rem Koolhaas per celebrare l'anno in cui Porto fu designata Capitale Europea della Cultura, l'edificio fu inaugurato solo nella primavera del 2005.
Rientriamo in albergo piuttosto stanchi. Abbiamo camminato anche oggi per oltre 11 chilometri e decidiamo per una cenetta in camera resa agevole dalle facilities della sala colazione disponibile alla clientela.
Domani, infatti, la sveglia è un'impietosa alzataccia alle 4.30 per prendere l'aereo per Torino delle 7.35.
Lunedi 2 Giugno
Lasciamo l'albergo che è ancora notte
e lasciamo Porto con un certo dispiacere.
Conclusioni
Una visita davvero breve, quasi un blitz, ma densa di avvenimenti e belle cose da vedere. Ed è stata proprio questa bellezza a procurarci l'impressione che il nostro soggiorno ci sia parso molto più lungo di quello che in realtà è stato. Infatti, qualche giornetto in più non sarebbe guastato. Porto, ed il Portogallo, valgono assolutamente la pena di una visita.
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